PROGETTI PREMIATI 2015 - I SEZIONE - PROGETTI GIA' REALIZZATI

 

1° Classificato

Progetto: Uomini Albero

Progettisti: Massimiliano Cecchetto e Daniele Delfino in collaborazione con Blaise Cayol

Il progetto nasce, dopo un attento studio preliminare del contesto, per valorizzare l’area esistente ed incentivarne la frequentazione, trasformandola così in un piacevole luogo di aggregazione e sensibilizzazione.
Nella parte centrale del parco si sono realizzate installazioni artistiche ludiche, con la riqualificazione dell’area verde circostante e la ristrutturazione dei muretti esistenti mediante materiale ligneo.
Le opere create rappresentano un gruppo di Uomini Albero che emergono dalla terra: suggestive presenze, create con rami e vegetali intrecciati, ispirate alle figure umane rappresentate nei graffiti rupestri ricorrenti in molte culture del mondo a partire dal tardo neolitico.
Il nucleo ludico dell’installazione è costituito dai corpi sonori dei grandi personaggi centrali: tre strumenti a percussione che sfruttano le proprietà acustiche di legno, metallo e pietra, materie basilari del mondo naturale usate come strumenti di suono sin dalla preistoria. Completano il disegno due uomini albero, non sonori, posti ai lati e il muretto esistente ora rivestito con legno di cedro e intrecci di rami di castagno: un richiamo all’aggregazione, all’ascolto e alla contemplazione della natura.
Le opere sonore doneranno al pubblico la possibilità di esprimersi in estemporanee e gratificanti melodie, che favoriranno un nuovo e inaspettato contatto con la natura e la poesia di cui è ispiratrice.
Ad armonizzare il rapporto tra le opere e il contesto il progetto dell’area verde.
Dal concetto di Foucault ci sono, in ogni cultura, luoghi reali che costituiscono una sorta di contro-luoghi, come una sorta di utopie realizzate, luoghi al di fuori di ogni luogo che denominerò eterotopie.
Forse l’esempio più antico di eterotopia è il giardino. continua a leggere

 

2° Classificato

Progetto: Jellyfish Barge

ProgettistiPnat Srl

In un pianeta dove le risorse sono sempre più scarse, come verrà prodotto il cibo di cui le comunità hanno bisogno, dove reperiremo l’acqua necessaria e dove troveremo nuove aree destinate alle coltivazioni?
Un team multidisciplinare di architetti e botanici propone una rivoluzionaria risposta a queste domande. Jellyfish Barge è una serra agricola galleggiante che produce cibo senza consumare suolo, acqua dolce e energia. Pensata per comunità vulnerabili alla scarsità di acqua e cibo, la struttura è costruita con tecnologie semplici e con materiali riciclati e a basso costo.
Jellyfish Barge è un progetto multidisciplinare coordinato dal Professor Stefano Mancuso dell’Università di Firenze, Direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV) e progettato dagli architetti Antonio Girardi e Cristiana Favretto (Studiomobile).
Il prototipo funzionante, realizzato dal LINV (Università di Firenze) grazie al contributo della Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze e della Regione Toscana, è stato installato nel canale Navicelli, tra Pisa e Livorno, mentre un secondo potrà essere visitato in Darsena Nuova a Milano.
La Banca Mondiale stima per il 2050 una popolazione del pianeta vicina ai 10 miliardi di persone e una conseguente richiesta mondiale di cibo in aumento del 60-70% rispetto a oggi. Riuscire a soddisfare questo crescente bisogno di cibo in maniera ragionevole, senza incidere eccessivamente sulle risorse esistenti sembra essere al momento un obiettivo di difficile realizzazione, principalmente a causa della scarsità di acqua e di terreni disponibili per la coltivazione. Gran parte dei terreni potenzialmente coltivabili è concentrata in poche aree geografiche, mentre molte nazioni del Medio Oriente, Nord Africa e Asia del Sud, a elevata crescita demografica, hanno già raggiunto o sono prossimi a raggiungere i limiti della disponibilità di terra agricola. continua a leggere

 

3° Classificato

Progetto: Terzo Giardino

Progettisti: Vincenzo R. Fiore, Fabio Ciaravella, Umberto Daina, Studio ++

Il Terzo Giardino è un giardino pubblico temporaneo di circa 6000 mq realizzato “per sottrazione” su una sponda dell’Arno nel centro storico di Firenze. L’intervento nasce con lo scopo di attivare una riflessione sull’uso pubblico delle sponde del fiume ed usa a questo scopo la vegetazione spontanea associandola a due riferimenti concettuali e formali: la relazione tra organizzazione planimetrica e conoscenza scientifica dei Giardini dei Semplici; le teorie che collegano visione politica e biodiversità di Gilles Clément.
Il Terzo Giardino si colloca in un’area tanto centrale quanto significativamente abbandonata di Firenze sulla sponda d’Arno che da sotto Piazza Poggi, si confronta con la Biblioteca Nazionale e si allunga sotto il Ponte alle Grazie verso una singolare e dimenticata vista di Ponte Vecchio. Dalla folta vegetazione dell’area il progetto sottrae dei percorsi che permettono al visitatore di attraversare uno spazio al limite tra la passeggiata botanica, il parco pubblico e l’opera di land art.
ll nostro intervento si basa sulla ricchezza biologica e il valore paesaggistico delle rive dell’Arno. Ricchezza biologica come capacità della natura di creare bellezza, valore paesaggistico come principio di interazione tra uomo ed evoluzione biologica che interviene attivamente in questa bellezza. continua a leggere

Menzione speciale

Progetto: Riqualificazione del Parco degli Stimmatini a Bosco Chiesanuova (Verona)

Progettisti: Arch. Fortunato Dal Ben

Nel comune di Bosco Chiesanuova (Verona) sui monti Lessini, l’ingegner Ponti, progettista e proprietario, progettò ed edificò nel 1900 la Villa contestualmente alla creazione del Parco che circonda l’edificio.
La Villa Ponti, così denominata, venne quindi costruita come luogo di villeggiatura prevalentemente estiva della famiglia. La superficie a Parco è di circa 9 ettari di cui 5 ettari cinti da possenti mura e altri 4 ettari, a Nord-Ovest, oltre le mura, tenuti a bosco prevalentemente di faggi, larici e abeti. La quota è di 1100 m s.l.m. e l’altitudine suggerisce come essenza autoctona il faggio.
La proprietà e la destinazione d’uso dell’edificio ha subito nel corso degli anni dei cambiamenti. Negli anni ‘30 l’edificio principale venne adibito ad albergo, durante la seconda guerra mondiale fu occupato dai tedeschi. Nell’immediato dopoguerra il complesso Villa e Parco fu acquistato dalla società di trasporti pubblici “Armellini” ed infine la proprietà venne comprata dalla congregazione religiosa degli Stimmatini. continua a leggere


Menzione speciale

Progetto: Italian Botanical Heritage

ProgettistiItalian Botanical Heritage Srl

L’Italia possiede il patrimonio naturalistico, botanico e paesaggistico fra i più ricchi del mondo, in virtù della sua morfologia articolata, che le regala climi, microclimi, terreni e ambienti diversi, della sua lunga storia e tradizione culturale.
La storia del giardino occidentale si basa su quello all’italiana per cui la conoscenza dei nostri meravigliosi giardini storici è imprescindibile per chiunque lavori nell’ambito del paesaggismo, in Italia e all’estero. Al tempo stesso, possiamo vantare ottime realizzazioni contemporanee, che possono essere fonte di ispirazione, per i privati come per le amministrazioni pubbliche, sempre più consapevoli dell’importanza del verde per la salute e il benessere dei cittadini. Infine, a fronte dell’impellenza di un nuovo modo di progettare giardini, attento al risparmio idrico ed energetico, all’impatto ambientale, alla tutela della biodiversità, l’Italia ha molto da insegnare, con i suoi paesaggi aridi, la sua ricchissima flora mediterranea, le storiche coltivazioni meridionali a basso consumo d’acqua, le collezioni di frutti e ortaggi antichi, i vivaisti e progettisti specializzati in piante e giardini arido-resistenti. continua a leggere